lunedì 17 maggio 2010

individualismo, lume di candela e serata culinaria...

Questa e' una di quelle serate in cui esci dal lavoro con un nodo densissimo nella testa, e l'unico pensiero che hai e' : voglio andare a casa, cucinare lentamente, sorseggiare uno (o forse piu') bicchieri di ottimo vinello bianco e ...
Quindi esco dal lavoro, musica nelle orecchie a dare il ritmo alla mia discesa lungo le scalette del st nicholas park, ricerca del motivo giusto.. nel frattempo un messaggio a qualche amico.. e qui scatta il primo pensiero che da' il titolo al mio post: individualismo. Mi mancano le mie amiche, mi mancano i miei amici. Mi manca il calore e la vicinanza, e la semplicita' delle relazioni che ho a Genova. A New York non e' la stessa cosa. Qualcuno la chiama "the biggest loneliest city in the world", ossia la citta' piu grande e sola. E per certi versi e' vero: e' un paradosso, incontri mille persone di altrettante culture diversi, una chiacchiera qui, un drink la'.. pero' trovare il calore di una persona che ti dica "ti fai una birra stasera" o "dai ci vediamo per cena" senza che l'incontro sia stato programmato da almeno una settimana... e' molto piu raro. E' come se ognuno corresse su un suo binario personale, con ritmi troppo rapidi per guardarsi intorno. Forse e' il lato che meno amo di questa citta'. Ti inghiotte in questo individualismo un po' forsennato, e ancor prima che tu te ne renda conto ci sei dentro fino al collo. Penso che sia un accessorio della liberta' che ti offre. Io lo faccio mio fino a un certo punto: mi piace il modo in cui mi ha insegnato ad ascoltare me stessa. Allo stesso tempo mi impegno a dedicare piu sforzo a coltivare le amicizie, curarle come una piccola piantina, ci devi mettere energia perche cresca.

Questo pensiero mi accompagna in metropolitana, poche fermate e sono a casa.
Ed ecco che si realizza il mio secondo proposito: cucino per due ore e piu, un cous cous con broccoli e fagioli, un 'farrotto' ai funghi e cipolle, una minestra di legumi... e sorseggio uno chardonnay fresco fresco che pian piano si insinua nelle vene e scioglie le tensioni della giornata. Assaggio qua e la' questi piatti che diventeranno poi i pranzetti dei prossimi giorni... Le ragazze di casa passano, si fa una chiacchiera, una risata... si sorprendono della mia cucina... e' cosi' facile sorprendere qui :)

E poi mi rifugio nella mia cameretta che, devo ammetterlo, e' diventata adorabile: candele profumate che inondano la stanza di un atmosfera soffusa e di una luce tenue, il mio adorato viola che si spande intorno a me. E mi sento nella mia dimensione. Ci voleva questo lunedi sera....


1 commento:

  1. Ehi Claretta! pensa che qui a Genova guardiamo verso la grande mela con un pizzico di malinconia...sembra sempre così bella...comunque, capisco il tuo stato d'animo e condivido la scelta di cucinare per ore sorseggiando vino!!!!
    un abbraccio

    RispondiElimina